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Se il significato stesso del
viaggiare è quello di vivere emozioni, allora l’Egitto
rimane l’esperienza più straordinaria che si possa fare.
Perché è il vero universo dell’anima, la palestra più
probante per i nostri sensi, una musica che incanta, un
sogno che si confonde in un miraggio reale.
L’Egitto è vivere la storia dell’uomo come una favola;
perché qui il tempo torna ad essere una semplice
astrazione, confondendo nella mente, prima ancora che
negli occhi, schemi e dimensioni, fino a farli apparire
irreali.
Per chi sa comprendere, l’Egitto è Carter e Tutankhamon,
è il Paziente Inglese, è la leggenda di un’armata
inghiottita dalle sabbie, sono i vicoli del Cairo
cantati da Mahfuz; è il mistero di immagini che non ci
hanno mai lasciati soli, icone senza tempo, dagherrotipi
destinati a non sbiadire mai.
L’Egitto è il nostro padre dimenticato, al cui abbraccio
tutti prima o poi sentiamo il bisogno di tornare.
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