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Il Kenya è un paese estremamente
vario, in grado di offrire una serie infinita di
attrattive e spunti.
Lo schema ormai classico di un viaggio in Kenya prevede
abitualmente la combinazione di un safari con un
soggiorno mare.
Per quanto riguarda la parte safari, le possibilità sono
diverse. Il sud è la zona turisticamente più nota e
sviluppata, dove si trovano i parchi più noti e
frequentati. La parte ovest è dominata dalla Rift
Valley, la spaccatura geologica risalente all’epoca
della separazione dei continenti, con i suoi numerosi
laghi. Mano a mano che ci si sposta a nord l’ambiente
diventa più selvaggio.
In generale, è fondamentale la scelta della struttura
ricettiva, soprattutto con riferimento alla qualità dei
fotosafari, ovviamente massima laddove i lodge o campi
dispongono di un proprio servizio di veicoli 4x4 e
ranger. In caso contrario, ci si trova a effettuare i
fotosafari a bordo di minibus con una mobilità limitata,
condotti da autisti di città, finendo spesso e
volentieri per ritrovarsi in zone affollate di turisti.
Per quanto riguarda la costa, le principali zone
turistiche sono la costa nord e quella sud di Mombasa,
la zona di Malindi e l’arcipelago di Lamu, destinato
quest’ultimo ad un turismo decisamente più raffinato.
Inoltre, esistono strutture ricettive molto esclusive in
angoli remoti e spettacolari.
La rete viaria in Kenya, purtroppo, è ancora molto
precaria e ciò rende praticamente inevitabile ricorrere
all’aereo come mezzo con il quale spostarsi da una parte
all’altra del paese.
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